(da La Stampa.it) - Scuola, minacciare bocciatura è reato
Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione rilevando che «si tratta di una minaccia grave»
ROMA. Rischia di andare incontro a una condanna il professore che minaccia bocciature agli alunni. È quanto si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna di un docente di un liceo scientifico che era finito sotto processo per minaccia aggravata nei confronti di una studentessa alla quale, secondo l’accusa, aveva detto che «non aveva più alcuna possibilità di essere promossa» dopo un’assemblea in cui la madre della ragazza aveva proposto che non fosse mantenuta la continuità didattica dell’insegnante nel successivo triennio.Per la Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza n.36700), «correttamente i giudici hanno ritenuto sussistente la minaccia grave», poichè «per una studentessa la ingiusta prospettazione di una bocciatura rappresenta una delle peggiori evenienze, tale da poter configurare l’aggravante». Non ha rilevanza, secondo gli ermellini, il rilievo proposto dall’imputato nel ricorso per cui il reato non sarebbe configurabile in quanto il «male minacciato», ossia la bocciatura, non dipendeva dalla sua volontà ma da un organismo collegiale (il collegio dei docenti).«L’impossibilità di realizzare il male minacciato - si legge nella sentenza - esclude il reato solo se si tratti di impossibilità assoluta, non quando la minaccia sia idonea ad ingenerare comunque un timore nel soggetto passivo». Nel caso in esame, giustamente, conclude la Cassazione, i giudici del merito «hanno riconosciuto che la minaccia di una ingiusta bocciatura rivolta dal professore fosse idonea ad ingenerare nella studentessa forti timori, incidendo la sua libertà morale».
N.B.: Poveri bambini, possono fare i bulli, riprendere le maestre e renderle ridicole o addirittura mettere in dubbio il loro posto di lavoro o la professionalità, ma non possono essere messi di fronte alla realtà dei fatti. Minaccia grave?!!? Mah, non voglio dare giudizi sull'operato dei giudici della Cassazione, ma a chi insegna vanno lasciati alcuni strumenti di stimolo che servono per aiutare lo studente a crescere. Certo minacciare la bocciatura è forse l'estremo tentativo di recuperare un alunno, ma se viene censurato per legge viene anche privato l'alunno stesso di un mezzo per aumentare il proprio impegno. Si difendono troppo i diritti in questa società, dimenticando i doveri dell'individuo, grande o piccolo che sia e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni....
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venerdì 26 settembre 2008
La scuola italiana è allo sbando e ve lo dimostro
(Da La Stampa.it di Jacopo Iacoboni)
Lo sconcertante esito dei test d'accesso
BOLOGNA. Un po’ sbrigativamente, uno direbbe che somari. Ma bisogna capirli, poveretti, con l’Italia che si trovano.Se il ministro dell’Istruzione va a fare l’esame da avvocato in Calabria dove si passa di più, che sarà mai se un aspirante scienziato politico - ai test d’ammissione per «Scienze internazionali» all’università di Forlì - alla domanda «chi uccise Giacomo Matteotti?» risponde «le Br»? È appena accaduto, università di Bologna.La questione è stata sollevata, per la verità con comprensibile sofferenza, da Filippo Andreatta, il figlio di Beniamino, professore in quell’ateneo, che ha avuto la ventura di correggere i test d’ammissione alla scuola in Scienze internazionali della facoltà «Roberto Ruffilli» di Forlì. La platea, non composta da aspiranti veline o palleggiatori ma da gente che da grande (sono già grandi, per la verità) vorrebbe fare il diplomatico o il ricercatore, ha dipinto un indimenticabile ritratto dello spirito del tempo. Ha raccontato Andreatta: «Nessuno degli studenti intervistati aveva una conoscenza dettagliata dell’evoluzione politica della Repubblica, e la maggior parte non ne ha nemmeno un’idea generale». E ha fornito qualche piccola prova.Ne è nato uno stupidario che in queste ore molto sta facendo ridere - e preoccupare - Bologna, la città di questa storia tragicomica, politicamente superimpegnata, rossa ma anche cattolicissima, epicentro nel passato recente di eventi cardine della storia repubblicana, e in quello recentissimo culla del prodismo e del Mulino, l’ultima esperienza di centrosinistra vincitore vista in Italia. Italia illuminata, insomma, non le caverne della storia. I ragazzi di tutto questo non sembrano essersi accorti. Nessuno gliel’ha detto. Erano alla playstation. «Chi ha ucciso Giacomo Matteotti?». Risposta: «Le Br» (peraltro collocate cronologicamente nei primi Anni Sessanta). «Chi era Roberto Ruffilli?» (oltretutto la Facoltà dove si tenevano le prove è intitolata a senatore democristiano assassinato dalle Br nell’88). «Uno scienziato». «In quale contesto hanno lavorato insieme le figure di Massimo D’Antona e Marco Biagi?». Silenzio, buio, vuoto pneumatico. «Piazza Fontana» è stata scambiata per un luogo dove vedersi il prossimo fine settimana. I fratelli Rosselli ignorati, confusi chissà, con dei costruttori di scarpe. C’è chi, alla domanda «cos’è stato il Msi?», ha detto un’azienda di stato, risposta errata a meno che non si voglia ipotizzare una sottile interpretazione da parte del ragazzo revisionista. Ad altri erano sconosciuti «quali partiti si sono fusi nel Pdl, o nel Pd»; zero anche sulla crisi nel Caucaso, le tensioni in Pakistan (attribuite a Gheddafi che qualcosa c’entra sempre), le elezioni americane o il crac finanziario negli Stati Uniti. «Le risposte in quasi tutti i casi sono state deludenti», comunica Andreatta. Spesso risibili. La professoressa, sgomenta, ha tentato la difesa in extremis: con me avevano sempre studiato. L’assimilazione l’hanno fatta però davanti al Gabibbo.Questi universitari sono convinti che il Pci di Palmiro Togliatti sia stato il partito che ha governato l’Italia «per gran parte della storia repubblicana», tesi peraltro analoga a quella che compare nell’opuscolo «Italia Forza», spedito nelle case degli italiani per le ultime elezioni. Altri lo ritengono «uno dei cardini del pentapartito», riscrittura della storia innocente quindi più interessante di quella tentata oggi con Salò. L’unico modo per esorcizzarla è, forse, la sublime ironia di tempi andati. A Torino ancora raccontano una giornata memorabile per un’intera generazione, quando Gaetano Scardocchia, direttore della Stampa, accolse così, nel salone al piano terra del giornale, i giovani usciti dalle selezioni di una scuola di giornalismo: «Siete stati tutti bravissimi, molto preparati, complimenti. A parte uno che alla domanda sul Dalai Lama ha risposto “è un vulcano”». Ovviamente, gelo davanti al leggendario direttore; che per fortuna era divertito dall’accaduto, e la buttò a ridere. Tra parentesi, l’imputata, elegantemente, si autodenunciò.
N.B.: Lancio la proposta per la nuova Università: via tutte quelle mini-facoltà nate solo per raccogliere fondi e vetusti e inutili atenei come quello del Dams. Tasse d'iscrizione gratuite per chi sostiene almeno il 90% degli esami previsti nell'anno con votazione media superiore o uguale a 28. Per tutti gli altri tasse di almeno 10 mila euro all'anno così da evitare chi si iscrive per non andare a lavorare e chi riesce a sopravvivere facendone il meno possibile per poi ritrovarsi in mano una laurea che lo premia (in termini lavorativi) oltre i propri meriti, magari sopravanzando chi non avendone realmente le possibilità è stato costretto a rimboccarsi le maniche per vivere.
Lo sconcertante esito dei test d'accesso
BOLOGNA. Un po’ sbrigativamente, uno direbbe che somari. Ma bisogna capirli, poveretti, con l’Italia che si trovano.Se il ministro dell’Istruzione va a fare l’esame da avvocato in Calabria dove si passa di più, che sarà mai se un aspirante scienziato politico - ai test d’ammissione per «Scienze internazionali» all’università di Forlì - alla domanda «chi uccise Giacomo Matteotti?» risponde «le Br»? È appena accaduto, università di Bologna.La questione è stata sollevata, per la verità con comprensibile sofferenza, da Filippo Andreatta, il figlio di Beniamino, professore in quell’ateneo, che ha avuto la ventura di correggere i test d’ammissione alla scuola in Scienze internazionali della facoltà «Roberto Ruffilli» di Forlì. La platea, non composta da aspiranti veline o palleggiatori ma da gente che da grande (sono già grandi, per la verità) vorrebbe fare il diplomatico o il ricercatore, ha dipinto un indimenticabile ritratto dello spirito del tempo. Ha raccontato Andreatta: «Nessuno degli studenti intervistati aveva una conoscenza dettagliata dell’evoluzione politica della Repubblica, e la maggior parte non ne ha nemmeno un’idea generale». E ha fornito qualche piccola prova.Ne è nato uno stupidario che in queste ore molto sta facendo ridere - e preoccupare - Bologna, la città di questa storia tragicomica, politicamente superimpegnata, rossa ma anche cattolicissima, epicentro nel passato recente di eventi cardine della storia repubblicana, e in quello recentissimo culla del prodismo e del Mulino, l’ultima esperienza di centrosinistra vincitore vista in Italia. Italia illuminata, insomma, non le caverne della storia. I ragazzi di tutto questo non sembrano essersi accorti. Nessuno gliel’ha detto. Erano alla playstation. «Chi ha ucciso Giacomo Matteotti?». Risposta: «Le Br» (peraltro collocate cronologicamente nei primi Anni Sessanta). «Chi era Roberto Ruffilli?» (oltretutto la Facoltà dove si tenevano le prove è intitolata a senatore democristiano assassinato dalle Br nell’88). «Uno scienziato». «In quale contesto hanno lavorato insieme le figure di Massimo D’Antona e Marco Biagi?». Silenzio, buio, vuoto pneumatico. «Piazza Fontana» è stata scambiata per un luogo dove vedersi il prossimo fine settimana. I fratelli Rosselli ignorati, confusi chissà, con dei costruttori di scarpe. C’è chi, alla domanda «cos’è stato il Msi?», ha detto un’azienda di stato, risposta errata a meno che non si voglia ipotizzare una sottile interpretazione da parte del ragazzo revisionista. Ad altri erano sconosciuti «quali partiti si sono fusi nel Pdl, o nel Pd»; zero anche sulla crisi nel Caucaso, le tensioni in Pakistan (attribuite a Gheddafi che qualcosa c’entra sempre), le elezioni americane o il crac finanziario negli Stati Uniti. «Le risposte in quasi tutti i casi sono state deludenti», comunica Andreatta. Spesso risibili. La professoressa, sgomenta, ha tentato la difesa in extremis: con me avevano sempre studiato. L’assimilazione l’hanno fatta però davanti al Gabibbo.Questi universitari sono convinti che il Pci di Palmiro Togliatti sia stato il partito che ha governato l’Italia «per gran parte della storia repubblicana», tesi peraltro analoga a quella che compare nell’opuscolo «Italia Forza», spedito nelle case degli italiani per le ultime elezioni. Altri lo ritengono «uno dei cardini del pentapartito», riscrittura della storia innocente quindi più interessante di quella tentata oggi con Salò. L’unico modo per esorcizzarla è, forse, la sublime ironia di tempi andati. A Torino ancora raccontano una giornata memorabile per un’intera generazione, quando Gaetano Scardocchia, direttore della Stampa, accolse così, nel salone al piano terra del giornale, i giovani usciti dalle selezioni di una scuola di giornalismo: «Siete stati tutti bravissimi, molto preparati, complimenti. A parte uno che alla domanda sul Dalai Lama ha risposto “è un vulcano”». Ovviamente, gelo davanti al leggendario direttore; che per fortuna era divertito dall’accaduto, e la buttò a ridere. Tra parentesi, l’imputata, elegantemente, si autodenunciò.
N.B.: Lancio la proposta per la nuova Università: via tutte quelle mini-facoltà nate solo per raccogliere fondi e vetusti e inutili atenei come quello del Dams. Tasse d'iscrizione gratuite per chi sostiene almeno il 90% degli esami previsti nell'anno con votazione media superiore o uguale a 28. Per tutti gli altri tasse di almeno 10 mila euro all'anno così da evitare chi si iscrive per non andare a lavorare e chi riesce a sopravvivere facendone il meno possibile per poi ritrovarsi in mano una laurea che lo premia (in termini lavorativi) oltre i propri meriti, magari sopravanzando chi non avendone realmente le possibilità è stato costretto a rimboccarsi le maniche per vivere.
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L’Ue è per la libertà dei blog
(Dal Tgcom) - Il Parlamento europeo ha respinto la proposta di regolamentazione legale dei blog, che aveva suscitato critiche per via delle possibili azioni legali nei confronti dei navigatori nel caso in cui ai blog fosse stato accordato uno status giuridico. Il rapporto approvato dagli eurodeputati riconosce che gli spazi dei blogger sono ”un contributo importante alla libertà di espressione”.
Il Parlamento ha emendato il rapporto della socialista estone Marianne Mikko che chiedeva di “chiarire lo status dei blog e dei siti con contenuti generati dall’utente, assimilandoli, a fini legali, a ogni altra forma di espressione pubblica”. Il rapporto approvato dagli eurodeputati riconosce che gli spazi dei blogger sono “un contributo importante alla libertà di espressione, sempre piu’ utilizzato tanto da professionisti dei media che da semplici navigatori”.
Al posto della definizione dello status legale, nel rapporto approvato (non vincolante per gli Stati membri), si legge che il Parlamento “incoraggia un dibattito su tutte le questioni legate allo status dei blog”. Rammarico della eurodeputata relatrice: “Mi dispiace - ha commentato Mikko - nessuno voleva regolamentare Internet, solo che le parole sono un’arma da maneggiare con prudenza e a volte è giusto sapere chi c’è dietro”.
N.B.: Sta bò.... anche questo volevano regolamentare... Intanto fustatevi questa song http://www.youtube.com/watch?v=nqjqMjDI0LI
Il Parlamento ha emendato il rapporto della socialista estone Marianne Mikko che chiedeva di “chiarire lo status dei blog e dei siti con contenuti generati dall’utente, assimilandoli, a fini legali, a ogni altra forma di espressione pubblica”. Il rapporto approvato dagli eurodeputati riconosce che gli spazi dei blogger sono “un contributo importante alla libertà di espressione, sempre piu’ utilizzato tanto da professionisti dei media che da semplici navigatori”.
Al posto della definizione dello status legale, nel rapporto approvato (non vincolante per gli Stati membri), si legge che il Parlamento “incoraggia un dibattito su tutte le questioni legate allo status dei blog”. Rammarico della eurodeputata relatrice: “Mi dispiace - ha commentato Mikko - nessuno voleva regolamentare Internet, solo che le parole sono un’arma da maneggiare con prudenza e a volte è giusto sapere chi c’è dietro”.
N.B.: Sta bò.... anche questo volevano regolamentare... Intanto fustatevi questa song http://www.youtube.com/watch?v=nqjqMjDI0LI
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mercoledì 17 settembre 2008
"Sarà vero, dopo Miss Italia avere un Papa nero.... non mi par vero" (Pitura Freska)

(Da Repubblica.it) ROMA - Le tasse caleranno entro questa legislatura. Lo dice il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante l'audizione alla Camera sulla Finanziaria. Nel corso della quale esprime anche la sua preoccupazione per la crisi finanziaria internazionale: "Può aggravarsi, nel mondo e in Italia", dichiara. Giù le tasse. "In 120 giorni - sostiene il ministro - abbiamo detassato due cespiti fondamentali, la casa e il lavoro. Faremo la riduzione fiscale in funzione dell'economia e dell'andamento dei conti pubblici. Dovrà anche essere valutato il dividendo che si produrrà con l'introduzione de federalismo fiscale. E avverrà, come indicato dal programma, sull'arco di una legislatura che dura cinque anni".
Sarà vero? O come cantavano i Pitura Freska "sarà vero dopo Miss Italia avere un papa nero...". Insomma se davvero Tremonti ci farà questo regalo, senza sostituirlo con nuovi "cetrioli" e senza seguire le orme di Greenspan che già tanti guai ha fatto negli Stati Uniti, prima, e ora nel resto del Mondo, ben venga. Altrimenti non ci resta che agognare che qualcuno primo o poi si ricordi della prima regola dell'economia: "Se il consumatore finale non ha surplus l'economia è destinata a crollare".
P.s.: Tanto per ricordare e sorridere ecco il video dei Pitura Freska al Festival di Sanremo: http://www.youtube.com/watch?v=kC_cvtqh0KE
martedì 16 settembre 2008
Un capolavoro indimenticabile
Mentre l'autunno a grandi passi si sta impadronendo del territorio fino a pochi giorni fa occupato dalla bella e calda estate e mentre in ufficio la voglia di lavorare fatica a trovare spazio ostruita da quella di vivere allegramente quella vita che qualcuno tanti anni fa ci donò, ecco un capolavoro indimenticabile, disotterrato dal buon "Salciccia" che fra incisi e precisazioni ogni tanto estrae il classico coniglio dal cilindro, senza peraltro saperne nemmeno lui il perchè. Allora gustatevi questa chicca imperdibile: http://www.youtube.com/watch?v=RzawQm9W2SM
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Te c'hanno mai mannato a quel paese
lunedì 15 settembre 2008
LO SBARCO
Sarà giusto, sarà sbagliato, sarà l'ennesimo tentativo di entrare nella rete da protagonista. Beh, non ne ho idea, so solo che qui raccoglierò idee, lancerò perle di saggezza, semplicemente darò sfogo alla mia mente e a quel FIUME IN PIENA di pensieri, parole, opere e opinioni che affollano il mio mondo.
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